Vaccino, il dovere della speranza

Gen 17, 2021 | Avvenire

Le vaccinazioni anti Covid-19 sono iniziate in queste settimane. Comincia a intravedersi una luce in fondo al tunnel di una pandemia che segna ancora lutti e diffuse criticità. Ci vorranno ancora dei mesi ma la strada è intrapresa.

Grazie all’impegno della ricerca scientifica si è ottenuto un significativo e storico risultato. In pochi mesi si è riusciti a produrre e a distribuire i primi vaccini. Altri ne seguiranno. Adesso si rileva un diffuso bisogno di fare ricorso ad una prevenzione vaccinale che, nella sua progressiva espansione, possa consentire di superare questo tempo che sembra sospeso.   

Come ha ricordato Papa Francesco nel Messaggio di Natale, “in questo tempo di oscurità e incertezze per la pandemia, appaiono diverse luci di speranza, come le scoperte dei vaccini. Ma perché queste luci possano illuminare e portare speranza al mondo intero, devono stare a disposizione di tutti. Non possiamo lasciare che i nazionalismi chiusi ci impediscano di vivere come la vera famiglia umana che siamo. Non possiamo neanche lasciare che il virus dell’individualismo radicale vinca noi e ci renda indifferenti alla sofferenza di altri fratelli e sorelle. Non posso mettere me stesso prima degli altri, mettendo le leggi del mercato e dei brevetti di invenzione sopra le leggi dell’amore e della salute dell’umanità”. E ha ribadito, ancora una volta, “vaccini per tutti, specialmente per i più vulnerabili e bisognosi di tutte le regioni del Pianeta. Al primo posto i più vulnerabili e bisognosi!”.

Un fermo monito che fuga qualsiasi dubbio in merito alla distribuzione dei vaccini e ai possibili rischi di speculazione. Su altro versante, poi, a questi timori si aggiungono gli interrogativi sulla obbligatorietà o sulla volontaria adesione alla vaccinazione dei cittadini. Il confronto è sul piano giuridico-legislativo ed etico-sociale dove non mancano le contrapposizioni tra favorevoli e contrari, tra ragionevolezza scientifica e oscurantismo. 

“Il vaccino è un dovere. Sono giorni in cui convivono angoscia e speranza. Vorremmo tornare a vivere esperienze che ci sono consuete, ospedali senza emergenze, scuole e università aperte, anziani non più soli, negozi aperti. Aspiriamo a riappropriaci della nostra vita”, ha ribadito il Presidente Mattarella nel Messaggio di fine anno.

Il Comitato Nazionale per la Bioetica (CNB) ha recentemente espresso il Parere proprio su “I vaccini e Covid-19: aspetti etici per la ricerca, il costo e la distribuzione”. La posizione assunta all’unanimità è stata quella della “adesione spontanea” ma ad alcune condizioni.

Il CNB ritiene che debbano essere fatti tutti gli sforzi per raggiungere e mantenere una copertura vaccinale ottimale, non escludendo l’obbligatorietà̀ in casi di emergenza, soprattutto per gruppi professionali maggiormente esposti all’infezione e alla trasmissione della stessa. Il Comitato auspica che tale obbligo sia revocato qualora non sussista più un pericolo importante per la società e sia privilegiata e incoraggiata l’adesione spontanea da parte della popolazione.

La raccomandazione espressa dal CNB è che sia rispettato il principio che nessuno dovrebbe subire un trattamento sanitario contro la sua volontà preferendo l’adesione spontanea rispetto all’imposizione autoritativa, ove il diffondersi del senso di responsabilità individuale e le condizioni complessive della diffusione della pandemia lo consentano

Premessa indispensabile affinché alla pianificazione della distribuzione consegua una accettazione della vaccinazione da parte dei cittadini, è una informazione e comunicazione trasparente, chiara, comprensibile, consistente e coerente, basata su dati scientifici sempre aggiornati.

Inoltre, i criteri di priorità nelle vaccinazioni devono essere stabiliti sulla base dell’identificazione di gruppi ‘più a rischio’ per l’attività lavorativa svolta o per le condizioni di età e di salute. L’esclusivo obiettivo della determinazione delle priorità consiste nell’esigenza etica di proteggere il più possibile ogni persona, nel rispetto dei principi di uguaglianza, alla luce dei doveri di solidarietà sociale come riportati nella nostra Costituzione agli artt. 2 e 3.

Persuasione e convincimento, comunicazione obiettiva e scientificamente argomentata, responsabilità e solidarietà sono del tutto imprescindibili. Sono questi obiettivi e principi che ancor più obbligano alla vaccinazione soprattutto coloro che svolgono attività di assistenza e di cura. L’auspicio è che non si debba arrivare, secondo ragionevolezza, all’extrema ratio dell’obbligo di legge.

Persone fragili e vulnerabili, in particolare, chiedono che gli si assicuri “cura” e protezione e disattenderle sarebbe una deroga inammissibile – sia sotto il profilo giuridico che etico – agli impegni assunti da parte di ognuno nella condivisione del bene comune. 

Lucio Romano – Comitato Nazionale per la Bioetica

Covid-19: i rischi dell’infodemia

Dai terrapiattisti e dai sostenitori delle scie chimiche fino alle fake news sulla pandemia il percorso è...

Maternità surrogata, differenza tra desideri e diritto. Il confronto continua.

Garantire i diritti ai figli nati con pratiche non consentite in Italia. Riconoscere il “miglior interesse del...

Giornata dei Giusti dell’umanità

Il 6 marzo si celebra la Giornata dei Giusti dell’umanità, solennità civile istituita per legge nel 2017 grazie...

Lucio Romano

Seguimi sui social