Pandemia: dalle fake news ai populismi

Apr 18, 2021 | Nero su Bianco

È trascorso poco più di un anno dall’inizio della pandemia. Si vive in una bolla fatta ancora di paure e speranze, di dati e prospettive spesso confuse. Tutti condizionati dalla diffusione del virus e delle sue varianti, dalla disponibilità dei vaccini e dalla loro somministrazione. Le informazioni sono tante, spesso contrastanti. Intervistiamo sul tema Lucio Romano, già Senatore della Repubblica e membro del Comitato Nazionale per la Bioetica presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

“Storicamente – afferma Romano – è la prima pandemia nel tempo della globalizzazione che non è solo l’abbattimento di barriere spaziali ma il radicale cambiamento indotto dalle tecnologiche dell’informazione e della comunicazione. In questi mesi assistiamo alla circolazione di una gran quantità di notizie dedicate alla pandemia: una vera e propria infodemia (dall’ingl. infodemicinfo(rmation) informazione ed (epi)demic epidemia). Informazioni talvolta non vagliate con accuratezza e che rendono difficile orientarsi. Lo stiamo vedendo in questi giorni con le notizie altalenanti sul vaccino Astrazeneca. Purtroppo, ciò che è mancato, in primis da parte della casa produttrice, è proprio un’efficace e chiara comunicazione di tutto ciò. 

Soprattutto quante fake news sono circolate?

Certamente. In questo contesto le fake news trovano il più favorevole terreno di diffusione. Informazioni in parte o del tutto non corrispondenti al vero, divulgate intenzionalmente e prevalentemente attraverso i social media. Impermeabili ad una rapida verifica delle fonti (cd. fact checking) si propagano rapidamente in maniera virale nonostante l’assoluta improbabilità della tesi assunta. Anzi, proprio una clamorosa e fascinosa proposizione – per quanto falsa – è il motivo ulteriore per la diffusione e l’acritica accettazione di tanti. Basti pensare a quante ne abbiamo lette: i garganismi con la candeggina proteggono dall’infezione; c’è una correlazione tra epidemia da nuovo coronavirus e rete 5G; il virus è sensibile all’alcol, quindi bere alcolici per non ammalarsi Covid-19; gli extracomunitari sono immuni al Covid-19 grazie al vaccino contro la tubercolosi; per sapere se si è contagiati dal nuovo coronavirus basta pungersi un dito e guardare il colore del sangue, se anziché rosso vivo è scuro il contagio è avvenuto; nei vaccini ci sono cellule di feti abortiti. 

Quali sono gli effetti?

Sfiducia e insicurezza. Infatti, le fake news si alimentano della vulnerabilità sociale e tendono a fare più presa della ragione. Si alimentano sia dell’attraente paradosso dell’irragionevolezza sia della mancanza di conoscenza da parte del destinatario. Forniscono risposte facili e non vere a fronte di problemi complessi. Diventano mere asserzioni ideologiche che manipolano l’opinione e l’assecondano. In definitiva la percezione prevale sulla realtà dei fatti.

Qual è il ruolo di una informazione autorevole e accreditata? 

La costante presenza di scienziati ed esperti, sui giornali e in video, ha rappresentato una caratteristica di questi tempi. Per il vero talvolta anche sovrabbondante. A complicare la situazione alcuni media tendono, di frequente, a spettacolarizzare l’informazione fino a creare contrapposizioni o antagonismi. Per usare un termine calcistico, veri e propri “derby” tra virologici. 

Anche la politica ha responsabilità?

Certamente. Le responsabilità sono di due tipi. La prima, è comunicativa. La ricerca esasperata del consenso, purtroppo, degenera spesso nella falsificazione dei fatti. Non dobbiamo dimenticare che stravolgendo la percezione dei cittadini e manipolando il sentire di tanti ci si apre al populismo. E nel populismo l’apparenza si trasforma per molti in verità, si specula sulle paure e sui problemi delle persone e si fa dell’altro un nemico da demolire. La seconda, sul piano di assetto istituzionale da dare al nostro Paese quando ne saremo usciti dalla pandemia. Su salute e liste vaccini sono sotto i nostri occhi le distorsioni del regionalismo. Bisognerà, quindi, subito mettere mano, seriamente e senza campanilismi, a questo tema.

Intervista a Nero su Bianco, 18 aprile 2021

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Lucio Romano

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