Inquinamento ambientale e salute. “Il Rapporto conferma quanto era stato pensato”.

Feb 21, 2021 | Nero su Bianco

È stato pubblicato in questi giorni il Rapporto a cura dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) in collaborazione con la Procura della Repubblica di Napoli Nord. Vivo l’interesse suscitato dal documento che approfondisce il rapporto tra inquinamento e salute nei nostri territori.

Intervistiamo Lucio Romano che nella scorsa Legislatura è stato promotore e relatore al Senato dell’Indagine conoscitiva su “Effetti dell’inquinamento ambientale sull’incidenza dei tumori, delle malformazioni feto-neonatali ed epigenetica”, approvata all’unanimità e a tutt’oggi unico studio svolto dal Parlamento sull’argomento.

Prof. Romano, quali sono le prime considerazioni che emergono dal Rapporto?

Come riportato nel documento, si evidenzia nel complesso “un possibile ruolo causale e/o concausale dei siti di rifiuti, in particolare quelli incontrollati e illegali di rifiuti pericolosi, comprese le combustioni, nell’insorgenza di tumori”. In particolare, tumore della mammella, asma, nati pretermine, malformazioni congenite e leucemie entro i 19 anni. Il quadro che emerge conferma quanto già consolidato nella letteratura scientifica nel rapporto tra inquinamento e salute. Nello studio dell’ISS è stata praticata per ogni Comune l’analisi sull’andamento del rischio sanitario in funzione del rischio da rifiuti. Il quadro generale che emerge sottolinea ancora una volta la persistenza di un gran numero di siti di smaltimento controllato o abusivo di rifiuti, anche pericolosi, dove si è proceduto anche a combustioni illegali.

Quali sono i dati ambientali per Aversa?

I Comuni sono stati classificati secondo il rischio stimato di esposizione a rifiuti (IRC: Indicatore Rischio da Rifiuti Comunale) secondo una scala che va da 1 a 4. Si va dai Comuni maggiormente impattati da siti di rifiuti (IRC 4) come Giugliano e Caivano, a quelli con minor impatto ambientale da rifiuti (IRC 1). Aversa, sulla base dei dati del Rapporto al 2017, presenta un IRC 2 come Sant’Arpino, Gricignano e Lusciano. È coinvolto il 35.5% della superficie comunale ed il 42% della popolazione (22165 persone) secondo il censimento del 2011.

E per quanto riguarda gli aspetti sanitari?

Una premessa è necessaria. Per quanto riguarda l’incidenza dei tumori su Aversa, il numero dei casi osservati fa riferimento al periodo 2008-2013. È stato elaborato l’Indicatore comunale degli Esiti Sanitari (IES) che indica il rischio sanitario complessivo della popolazione che vi risiede. Anche in questo caso i Comuni sono stati classificati, secondo un ordine crescente, dalla lettera A alla D. I Comuni appartenenti alla categoria A, ad esempio, sono quelli che hanno un minor rischio sanitario rispetto agli altri. Aversa rientra nella categoria C. In merito alle patologie con risultati di evidenza limitata di associazione con i siti di rifiuti non controllati, si è riscontrato, negli anni sopra riportati, un eccesso significativo di incidenza dei tumori maligni a carico del fegato e della vescica sia negli uomini che nelle donne. Per quanto riguarda le patologie con risultati di evidenza sufficiente di associazione con l’inquinamento atmosferico, l’incidenza e la mortalità per tumore maligno del polmone presenta un eccesso significativo nei maschi.

Come nasce il Rapporto?

Nasce dall’accordo di collaborazione stipulato nel 2016 tra il Tribunale Napoli Nord e l’ISS allo scopo di costruire una mappa interrogabile dei siti di smaltimento di rifiuti presenti sul territorio di competenza della Procura di Napoli Nord. Anche per evidenziare le aree nelle quali le attività illegali ovvero non controllate di smaltimento di rifiuti possono aver avuto oppure hanno tutt’ora, un impatto sulla salute delle popolazioni che vi risiedono. Sono stati messi in relazione dati finora frastagliati presso diversi Enti e in banche-dati diverse. Una metodologia che ho particolarmente sostenuto nell’Indagine conoscitiva al Senato, nella scorsa Legislatura. Il Rapporto è stato redatto con la collaborazione, tra gli altri, dei Registri Tumori. 

I Registri Tumori come funzionano?

I Registri Tumori (RT) di popolazione raccolgono informazioni sulle malattie oncologiche diagnosticate nei cittadini residenti in un determinato territorio. Producono dati utili per la valutazione del rischio oncologico e dell’impatto delle strategie di prevenzione e cura, vale a dire l’incidenza, la prevalenza, la sopravvivenza e la mortalità. Tra questi, l’incidenza è particolarmente importante perché esprime un indice di rischio che consente di rilevare il numero di nuovi casi in un determinato periodo e in un’area geografica definita. La mortalità, invece, esprime solo un indice di esito e in oncologia non è più utilizzato come indice di rischio. Con i RT si ha una maggiore efficacia nell’individuare il luogo e l’esposizione ambientale, la registrazione della residenza al momento della data di incidenza rispetto alla conoscenza del solo luogo dove si è verificato il decesso, la ricostruzione della storia residenziale dei soggetti e quindi la possibilità di definire i tempi di esposizione a possibili fonti di rischio. Per la valutazione del nesso di causalità tra inquinanti e tumori, è importante l’uso dei dati secondo il criterio dello studio analitico.

Che cosa si intende per studio analitico?Lo studio analitico è una metodologia ben specifica per lo studio delle cause delle malattie e ne misura la frequenza. Ad esempio, quante volte è più alto il rischio di ammalarsi per le persone che sono state esposte a un fattore inquinante rispetto a quelle persone che non sono state esposte?

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