Intervengo per approfondire in modo serio e ragionato, lontano da infondati furori propagandistici finora emersi sull’argomento, il vasto tema della RC Auto in Campania e nel caso di specie la vicenda circa il voto contrario all’emendamento presentato dal Sen. Puglia (M5S) in sede di conversione, al Senato, del Decreto- Legge “Destinazione Italia”.
Il decreto-legge 23 dicembre 2013, n. 145, recante interventi urgenti di avvio del piano «Destinazione Italia», per il contenimento delle tariffe elettriche e del gas, per la riduzione dei premi RC-auto, per l’internazionalizzazione, lo sviluppo e la digitalizzazione delle imprese, nonché misure per la realizzazione di opere pubbliche ed EXPO 2015; è stato approvato dalla Camera dei Deputati l’11 febbraio 2014 la quale ha soppresso l’articolo 8 (Disposizioni in materia di assicurazione R.C. auto) contenuto in origine nel Decreto e, di conseguenza, ne ha modificato anche il titolo del Decreto medesimo, eliminandone ogni riferimento alla RC Auto (titolo come modificato: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 23 dicembre 2013, n. 145, recante interventi urgenti di avvio del piano «Destinazione Italia», per il contenimento delle tariffe elettriche e del gas, per l’internazionalizzazione, lo sviluppo e la digitalizzazione delle imprese, nonché misure per la realizzazione di opere pubbliche ed EXPO 2015).
Quindi il Decreto-Legge “Destinazione Italia” così come approvato dalla Camera e poi giunto al Senato non conteneva alcun articolo né riferimento alla materia assicurativa.
Ed è a questo punto che non si può non evidenziare, attraverso la presentazione dell’emendamento da parte del Sen. Puglia, la totale contrarietà, in ordine ai rapporti tra decreto-legge ed emendamenti in sede di conversione, all’art. 97 del Regolamento del Senato (“Sono improponibili ordini del giorno, emendamenti e proposte che siano estranei all’oggetto della discussione…”), ai recenti e reiterati interventi del Presidente della Repubblica e dei Presidenti della Camera e del Senato (lettera inviata il 28/12/2013 ai Presidenti delle Commissioni parlamentari), nonché alla giurisprudenza della Corte Costituzionale (Sent. n. 32/2014 “l’inclusione di emendamenti e articoli aggiuntivi che non siano attinenti alla materia oggetto del decreto-legge, o alle finalità di quest’ultimo, determina un vizio della legge di conversione” “in carenza dei presupposti per il legittimo esercizio del potere legislativo di conversione”; Sent. n. 22/2012 “si deve ritenere che l’esclusione della possibilità di inserire nella legge di conversione di un decreto-legge emendamenti del tutto estranei all’oggetto e alle finalità del testo originario non risponda soltanto ad esigenze di buona tecnica normativa, ma sia imposta dallo stesso art. 77, secondo comma, Cost.”).
Tutti i summenzionati riferimenti richiedono, in modo incontrovertibile ed imperativo, la necessaria omogeneità tra materia ed argomento del decreto-legge ed emendamenti. La legge di conversione è una legge a competenza tipica, funzionalizzata e specializzata, che non può aprirsi a contenuti ulteriori qualsiasi.
Risulta evidente, pertanto, come l’emendamento, peraltro in parte limitato solo a taluni aspetti della più vasta materia della RC Auto, volto ad introdurre un nuovo articolo (art.7bis) era del tutto incoerente non solo con l’oggetto del precedente art. 7 (Razionalizzazione dell’istituto del ruling di standard internazionale) cui esso voleva, nelle intenzioni, fare seguito; ma soprattutto nulla aveva a che vedere con gli argomenti presenti nel decreto-legge.
Da qui è scaturito il voto contrario del Senato che legittimamente e correttamente ha applicato i riferimenti regolamentari, normativi e giurisprudenziali sopra richiamati che dovrebbero costituire patrimonio di conoscenza di ogni parlamentare.
Il Parlamento può si emendare il decreto-legge, tuttavia rimanendo nell’alveo dei medesimi oggetti o delle medesime finalità di questo.
Il Decreto non è decaduto per mancata conversione, ma è stato approvato per quanto era in esso contenuto!
Per quanto riguarda il profilo della decadenza, tengo a specificare che, era ben noto all’Aula (decreto approvato il 18 febbraio 2014) che essendosi esauriti i termini di scadenza per la conversione in legge (scadenza 21 febbraio 2014) la presentazione degli emendamenti, seppur conformi alle prescrizioni sopra richiamate – dato non riscontrato nell’emendamento in oggetto- non aveva alcun significato concreto se non quello puramente formale e senza alcuna ragionevole ricaduta pratica, in quanto il Decreto sarebbe certamente decaduto e con esso i suoi contenuti positivi dovuto a mancanza di tempo per un ritorno alla Camera, necessario alla conversione.
Ciò decritto sull’accaduto e sulle motivazioni di diritto costituzionale e parlamentare che ne sono alla base, immediatamente, per assicurare quanto prima la ripresa del dibattito parlamentare sul tema RCA e regioni meridionali, con azioni concrete, ho presentato il 26 febbraio 2014 Interrogazione a risposta scritta al Ministro dello Sviluppo Economico, cui farà seguito la presentazione di un disegno di legge che ponga fine alla discriminazione e sperequazione tariffaria nei confronti dei cittadini italiani residenti nelle regioni meridionali.
Emerge chiaramente ed in modo oggettivo che tutto quanto è stato in questi giorni affermato non è altro che frutto di demagogica propaganda e destituito di ogni fondamento cui si contrappongono, senza toni trionfalistici da parte del sottoscritto, azioni e risposte concrete segno tangibile della buona politica.
Comunicato Stampa 20.3.2014 | Lucio Romano: precisazioni sul tema RC Auto in Campania
Lucio Romano
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